{"id":194,"date":"2022-08-28T18:08:51","date_gmt":"2022-08-28T16:08:51","guid":{"rendered":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/?p=194"},"modified":"2022-10-28T07:56:27","modified_gmt":"2022-10-28T05:56:27","slug":"il-biscino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/?p=194","title":{"rendered":"IL BISCINO"},"content":{"rendered":"<section class=\"kc-elm kc-css-709096 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-604358 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-614773 kc_text_block\"><\/p>\n<p>In quegli anni (1895-96), lo stato decise di porre fine al brigantaggio maremmano. Era giunta l\u2019ora di \u201cacchiappare una leggenda\u201d. Era tutto un via vai, lungo i tortuosi sentieri del Lamone e dei monti di Castro e le soleggiate e polverose strade del grossetano. La zona sembrava suscitare un interesse mai visto. Strani topografi, di finta origine francese, andavano esplorando il territorio e interrogando centinaia di abitatori dei boschi, mentre annotavano ogni movimento, soprattutto il passaggio di asini troppo carichi di viveri e vino, per soddisfare soltanto la fame e la sete dei magri conduttori.<br \/>Baffuti caprai mai visti e conosciuti in quel microcosmo s\u2019aggiravano, perennemente in cerca di bestiame disperso o \u201cammurciato\u201d, per gli anfratti e le \u201cmurce\u201d del Lamone, al di fuori dei sentieri battuti, lontano dalle misere capanne di pastori e carbonai, lontano dalle guardie campestri, preoccupate di riscuotere la fida pascolo; lontano, cos\u00ec sembrava, dal consorzio vivente. Strani caprai, troppo simili a banditi per esserlo, troppo propensi agli appostamenti, troppo incapaci di ritrovare il fantomatico bestiame perduto. Molti occhi nascosti li scrutavano, li indagavano, ne seguivano i movimenti. La macchia era tutto un concerto di fischi variamente modulati, di colpi di scure volutamente ritmici sugli alberi, di anomale scampanate lanciate con i grossi campani da \u201cimbasciata\u201d; troppa gente tossiva all\u2019improvviso senza causa apparente. I movimenti di tanti uomini erano diventati ossessivi, insensati. Vaccai in cerca di bestie fuggite, perseguitate dalla mosca; cavallai intenti a seguire le inesistenti tracce di fantomatici cavalli; ancora caprai alla ricerca di qualche becco disperso, allontanatosi con una sua corte di capre, vetturini senza muli, che si addentravano nel bosco maledicendo ignoti ladri. Il Lamone sembrava aver inghiottito improvvisamente migliaia di animali, che decine di persone non riuscivano a trovare. Era in atto una ben concertata azione di depistaggio e di informazione. I briganti tenevano sotto controllo, in tempo reale, tutto il territorio, mentre sembravano scomparsi nel nulla. Persino i soliti informatori, quelli che per quattro soldi confidavano alle forze dell\u2019ordine anche ci\u00f2 che non sapevano, restavano muti. Scomparsi i bivacchi, vuote le capanne e i nascondigli conosciuti, scomparsi i mozzoni, i fucili a scrocco, che proteggevano gli accessi ai rifugi dei briganti. Le onnipresenti figure del re del Lamone e del suo luogotenente, sembravano essersi volatilizzate, inghiottite anch\u2019esse dalle rapaci pietraie del Lamone.<br \/>I briganti, Tiburzi e Fioravanti, se ne stavano, buona parte del tempo, tranquillamente in paese, a Farnese, nella Locanda del Postiglione a bere e mangiare, in compagnia degli avventori, giocando accanitamente alla morra e, quando il vino apriva le porte del canto, scambiandosi a braccio infinite, ironiche ottave sul tema \u201cbriganti e carabinieri\u201d. La locanda era nella piazza del paese, al piano terra di una strana costruzione incorniciata da due stretti torricini arrotondati, che presentavano piccole feritoie quasi invisibili. Alla base di ogni torricino c\u2019era una nicchia, che poteva comodamente contenere un uomo, nascosta ciascuna da una angoliera di legno, in cui venivano riposti gli orci e le \u201cpanate\u201d per mescere il vino.<br \/>Ogni movimento della forza pubblica, di tipi sospetti e di strani viaggiatori, veniva segnalato da alcuni perdigiorno, con cenni e mosse convenuti ad un ragazzino vigile, sempre appostato alla porta della mescita. In pochi secondi i briganti scomparivano, trattenendo il fiato ed impugnando la fida doppietta, nei torricini e ne uscivano quando le acque si erano calmate.<br \/>Alla sera gli uomini, quelli fidati, a cui veniva permesso, portavano i figli pi\u00f9 grandi a vedere Tiburzi, il vecchio leone ormai canuto e facile a commuoversi, come succede ai nonni. Il brigante raccontava le sue gesta a quel pubblico raccolto e deferente, forniva i suoi consigli per farne degli uomini, ascoltava paternamente le loro lamentele.<br \/>Fu cos\u00ec che una volta incontr\u00f2 gli occhi tumefatti di un povero ragazzo lacero e impaurito, che lo ascoltava proteso in attesa di un suo interessamento.<br \/>Era il figlio dello scopino e faceva il \u201cbiscino\u201d, il garzone mal pagato di un misero pastore.<br \/>Domenichino, a cui nulla sfuggiva, si sent\u00ec penetrare fin nell\u2019intimo da quella richiesta muta, accorata e insistente e prov\u00f2 piet\u00e0 per quel bambino, come se fosse suo figlio che non vedeva da anni. Si asciug\u00f2 una lacrima furtiva, in fondo, per quanto feroce e determinato, era anche lui un uomo, con tutte le debolezze, vizi e virt\u00f9 degli uomini.<br \/>Aspett\u00f2 che tutti gli altri se ne andassero, lo fece sedere a tavola e ordin\u00f2 da mangiare. Un banchetto, per i tempi e per il ragazzo, sontuoso. Il Biscino mangi\u00f2 tutto, con una lentezza esasperante, gustando ogni briciola, come se dovesse calmare una fame di millenni.<br \/>Alla fine, Tiburzi, confess\u00f2 il bambino. Venne fuori una storia, comune a molti allora, di miseria, di prepotenze subite, di impotenza, di rabbia repressa. Giorni e giorni con un tozzo di pane, a correre dietro a pecore pi\u00f9 affamate di lui, che sconfinavano continuamente nei campi altrui. Era un continuo fioccare di botte da parte del padrone e dei proprietari danneggiati, un susseguirsi esasperante di minacce che lo umiliavano ed impaurivano.<br \/>Il vecchio brigante sorrise, le stesse cose, mezzo secolo prima, erano successe anche a lui. Da allora nulla era cambiato.<br \/>Domenichino si alz\u00f2; si allacci\u00f2 i cosciali pelosi di pelle di cane; strinse in vita due cartucciere; riemp\u00ec la \u201ccatana\u201d con pane, formaggio, lardo ed un fiasco di vino, colm\u00f2 una borraccia di acqua; afferr\u00f2 una doppietta nuova fiammante; si accost\u00f2 alla porta della locanda e modul\u00f2 una serie di fischi acutissimi, inserendo i due indici nella bocca. Il ragazzo sent\u00ec ripetere, sempre pi\u00f9 lontano, la serie di sibili, fino a quando divenuti ormai flebilissimi, si persero nel silenzio. Poi, dopo un poco, crescendo di intensit\u00e0 quasi impercettibilmente, un altro motivetto fischiato veniva ripetuto, finch\u00e9 pot\u00e8 essere udito chiaramente. La strada era libera.<br \/>Tiburzi disse appena, con tono suadente: \u201cAndiamo!\u201d E si avvi\u00f2 zoppicando nel buio. Camminarono in silenzio per il resto della notte, raggiunti, ogni tanto, da sibili o colpi di tosse, che spaventavano il disorientato Biscino e a cui il vecchio brigante rispondeva con una specie di grugnito. Cento persone vigilavano per lui. Passarono il Fiora sul ponte di San Pietro e all\u2019alba avevano raggiunto la cima pi\u00f9 alta dei monti di Castro.<br \/>Domenichino si ferm\u00f2, tagli\u00f2 un po\u2019 di pane e formaggio e lo diede al ragazzo; mentre egli si contentava di un tocco di lardo. Quando il sole fu alto nel cielo e scomparvero le brume mattutine, Tiburzi si alz\u00f2, chiam\u00f2 vicino a se il Biscino e gli mostr\u00f2 un vasto territorio che si perdeva nel mare ad occidente, veniva incorniciato a sud dai monti di Canino, scavalcava, a settentrione, la torre di Manciano e la gobba di Poggio Buco, s\u2019addentrava ad oriente nella selva del Lamone ed oltre, fino alla Montagnola, che dominava il lago di Bolsena; \u201cQuesto \u00e8 il mio regno su cui tu, da domani, potrai pascolare tranquillamente, senza che nessuno si azzardi ad impedirtelo, perch\u00e9 cos\u00ec vuole Tiburzi. Ed ora va!\u201d. Il ragazzo sorpreso si volse a guardare; ma il brigante, con una serie di agili balzi, come se non sentisse il peso degli anni o il dolore della gamba ferita, era gi\u00e0 scomparso, volatilizzato nel suo regno.<\/p>\n<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":471,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-194","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storie_focolare"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=194"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/194\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":472,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/194\/revisions\/472"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/471"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}