{"id":327,"date":"2022-09-26T18:55:23","date_gmt":"2022-09-26T16:55:23","guid":{"rendered":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/?p=327"},"modified":"2022-10-27T21:28:01","modified_gmt":"2022-10-27T19:28:01","slug":"centri-storici","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/?p=327","title":{"rendered":"Centri Storici"},"content":{"rendered":"<p><section class=\"kc-elm kc-css-613575 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-345938 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-878501 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Proceno_il_castello_da_palazzo_sforza.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-957019\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-843016 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-936878 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-423209 kc-title-wrap \">\n\n\t<h1 class=\"kc_title\">PROCENO<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-488941 kc_text_block\"><\/p>\n<p>Proceno sorge su un erto colle vulcanico, con poderose difese naturali. Il paese, a 418 m sul livello del mare, \u00e8 vicino al confine con la Toscana e si affaccia sulla valle del Paglia e su Monte Rufeno.<br \/>Le sue origini sono etrusche e una leggenda narra che Proceno fu fondata dal re Porsenna, dal quale prese sia il nome che il simbolo dello stemma della citt\u00e0 con il cinghiale che lo attacc\u00f2 e che fu dal re miracolosamente ucciso.<br \/>Con la donazione di Matilde di Canossa, Proceno entr\u00f2 a far parte dei domini della Santa Sede, ma in seguito fu occupato dalle truppe dell\u2019imperatore Enrico IV, da cui si liber\u00f2 per intervento di Papa Pasquale II, che assegn\u00f2 il borgo alla diocesi di Orvieto. Verso la fine del XII secolo, Proceno divenne feudo dei conti Aldobrandeschi; nel 1210 fu occupata dalle truppe di Ottone IV, ma presto fu nuovamente sottoposta alla Santa Sede. Per tutto il XIV secolo Proceno rimase sotto il protettorato senese, poi fu conquistata dagli Sforza. Ben presto torn\u00f2 alla Santa Sede, prima che Papa Pio III la concedesse al cardinale Guido Ascanio Sforza. Nel 1694 Proceno pass\u00f2 sotto la famiglia Mazzanti. Dopo un periodo di qualche forma di autogoverno, la citt\u00e0 sub\u00ec una soppressione pontificia, dalla quale usc\u00ec solo nel 1870 con l\u2019annessione allo stato italiano.<br \/>Nel centro storico Papa Gregorio V, nel 997, fece costruire l\u2019imponente \u201cRocca\u201d; il cardinale Guido Ascanio, invece, il Palazzo Sforzesco nel 1550; appena fuori dal paese, sorge la chiesa gotica di S. Martino; gotico fu anche il primitivo impianto della chiesa parrocchiale dei SS. Salvatore, parzialmente ricostruita dopo il terremoto del 1919, mentre di fondazione cinquecentesca \u00e8 la piccola chiesa della Madonna del Giglio, con affreschi attribuiti alla scuola Zuccari.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-189820 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-930304 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-848874 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/CRIPTA_Acquapendente.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-39289\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-837321 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-815028 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-823132 kc-title-wrap \">\n\n\t<h1 class=\"kc_title\">ACQUAPENDENTE<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-776612 kc_text_block\"><\/p>\n<p>Acquapendente si trova all\u2019estremo limite settentrionale del Lazio, al confine con l\u2019Umbria e la Toscana a 426 m sul livello del mare. \u00c8 attraversata dalla moderna Via Cassia, l\u2019antica Via Francigena. Il leone rampante sul suo stemma \u00e8 il simbolo di un popolo indomito e vittorioso. Vi sono resti di epoca etrusca e romana, ma le pi\u00f9 antiche testimonianze della sua esistenza considerano la citt\u00e0 una roccaforte dell\u2019imperatore Ottone I. Nel XII secolo, Acquapendente fu occupata da Federico Barbarossa. Nel 1166, il popolo insorse contro il governo imperiale dal quale, come narra la leggenda, riusc\u00ec a liberarsi incoraggiato dalla miracolosa fioritura di un ciliegio secco, ancora ricordata ogni anno a maggio con la sfilata dei Pugnaloni (grandi quadri religiosi e allegorici realizzati con petali di fiori e foglie). Nel 1434 fu conquistata dal duca di Milano, Francesco Sforza. Nel 1443, papa Eugenio IV riconquist\u00f2 la citt\u00e0.<br \/>Nel 1642, fu saccheggiata dalle truppe di Odoardo Farnese e nel 1649 divenne sede vescovile della citt\u00e0 distrutta di Castro e la Basilica di S. Sepolcro venne elevata a Cattedrale. <br \/>Il 20 settembre 1870, fu annessa allo Stato italiano. <br \/>Acquapendente ha monumenti importanti: la Cattedrale di S. Sepolcro, costruita intorno all\u2019anno 1000 A.D da Matilde di Westfalia e completamente rinnovata nel XVIII secolo con una cripta romanica a imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme; Chiesa di S. Francesco, impreziosita da un portale gotico; Palazzo Viscontini, edificato nel 1581, su progetto di Ippolito Scalza; la Torre Julia de Jacopo, residuo delle fortificazioni medievali; la Torre dell\u2019Orologio, detta \u201cdel Barbarossa\u201d, memore del potere imperiale; il monumento di Girolamo Fabrizio (chiamato \u201cl\u2019Acquapendente\u201d), il grande chirurgo amico di Galileo Galilei.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-16093 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-9180 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-509457 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Onano_castello.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-732701\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-573810 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-485621 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-350670 kc-title-wrap \">\n\n\t<h1 class=\"kc_title\">ONANO<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-4952 kc_text_block\"><\/p>\n<p>Famosa per la piantagione di lenticchie, Onano sorge in posizione elevata sopra una rupe tufacea, a 510 m sul livello del mare. Il simbolo della citt\u00e0 \u00e8 l\u2019Agnus Dei, forse per la particolare devozione che gli Onanesi avevano verso S. Giovanni Battista. Probabilmente per la desinenza latina -anus, il nome ricorda un antico proprietario terriero aristocratico che aveva grandi propriet\u00e0 nella zona.<br \/>La prima testimonianza dell\u2019esistenza di Onano \u00e8 in un documento del XII secolo che nomina il conte Marcantonio di Montemarte proprietario del borgo. All\u2019inizio del secolo successivo pass\u00f2 sotto la signoria di Orvieto e nel 1355, Innocente VI concesse per dieci anni met\u00e0 della citt\u00e0 a Pietro Farnese e Albertozzo Ricasoli, riservando per la Santa Sede la restante parte; questo perdur\u00f2 fino al 1398, quando Berardo dei Monaldeschi della Cervara divenne visconte di Onano. Il dominio dei Monaldeschi si estinse nel 1561 e nel 1707, Onano pass\u00f2 infine sotto il controllo diretto della Chiesa.<br \/>Rimangono parti delle mura e l\u2019imponente Palazzo Madama costruito nel XIV secolo e successivamente ampliato e restaurato dai Monaldeschi della Cervara. Nella chiesa di S. Maria della Concezione si venerano i resti di S. Trifone e di S. Colomba, patroni di Onano; nella chiesa campestre della Madonna del Piano vi \u00e8 un affresco di Pastura e nella chiesa della Madonna delle Grazie si possono ammirare affreschi trecenteschi di scuola senese.<br \/>Tra i cittadini pi\u00f9 illustri si possono ricordare il cardinale Prospero Caterini (organizzatore del Concilio Vaticano I), Marcantonio Pacelli (ministro dell\u2019Interno di Pio IX e fondatore dell\u2019Osservatore Romano), Ernesto Pacelli (fondatore del Banco di Roma), Teonilla Peconi (madre della divina Lina Cavalieri, definita \u201cla donna pi\u00f9 bella del mondo\u201d). Eugenio Pacelli, nipote di Marcantonio e futuro papa Pio XII, che trascorse la sua infanzia a Onano.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-481592 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-760371 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-566147 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/grotte_sotto.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-312502\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-850400 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-571379 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-856911 kc-title-wrap \">\n\n\t<h1 class=\"kc_title\">GROTTE DI CASTRO<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-911758 kc_text_block\"><\/p>\n<p>Le origini del paese risalgono all\u2019epoca etrusca quando, nel corso della seconda met\u00e0 dell\u2019VIII sec. a.C. fu fondato, sull\u2019altura a sud-est del borgo medievale denominata \u201cCivita\u201d, un abitato del quale non si conosce il nome antico. <br \/>Della citt\u00e0 etrusca non rimane ormai che qualche tenue traccia, mentre numerose sono le necropoli rinvenute nel territorio (Vigna la Piazza, Centocamere e Pianezze) i cui corredi funerari sono esposti nel Museo Civita. L\u2019antico insediamento, sopravvissuto alle incursioni dei Romani, rimase in vita fino all\u2019arrivo dei Longobardi, quando venne devastato e gli abitanti superstiti costretti a trovare riparo in luoghi pi\u00f9 sicuri. Fu cos\u00ec che in una vicina altura sorse l\u2019attuale paese di Grotte di Castro, chiamato in origine Castrum Cryptarum per la presenza di numerose grotte scavate nel tufo. Grotte appare menzionato per la prima volta nel 1077 in un atto di donazione della Contessa Matilde di Canossa, che concesse parte dei territori che deteneva nella Tuscia alla Chiesa. Nel 1118, il vescovo di Orvieto Guglielmo, dopo aver celebrato un sinodo nella chiesa di San Giovanni in Val di Lago consacr\u00f2 la chiesa di San Pietro Apostolo. Gli anni seguenti furono caratterizzati da lotte di potere che videro Grotte conteso tra Viterbo, Acquapendente e Orvieto; fu proprio sotto il dominio degli Orvietani che, nel 1186, la citt\u00e0 venne cinta di mura. Questo periodo buio termin\u00f2 nel 1537 quando il Papa costitu\u00ec il Ducato di Castro concesso alla famiglia Farnese, includendovi anche Grotte. Sotto questa casata la citt\u00e0 visse un periodo di prosperit\u00e0, arricchendosi di edifici e di chiese: vennero edificati il Palazzo Comunale, il Palazzo di Innocenzo Iuzzi e la Basilica Santuario di Maria SS. Del Suffragio. Per l\u2019edificio Comunale (oggi sede del Museo Civita) venne chiamato l\u2019architetto Jacopo Barozzi da Vignola. Con la fine del Ducato di Castro nel 1649, Grotte pass\u00f2 definitivamente in mano alla Chiesa dalla quale si affranc\u00f2 nel 1870, quando entr\u00f2 a far parte del Regno d\u2019Italia.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-19873 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-784519 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-985849 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/san_lorenzo_san_giovanni_valdilago.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-803330\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-816010 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-934880 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-959734 kc-title-wrap \">\n\n\t<h1 class=\"kc_title\">SAN LORENZO NUOVO<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-87616 kc_text_block\"><\/p>\n<p>San Lorenzo Nuovo \u00e8 un rimarchevole esempio di borgo settecentesco, su modello urbanistico dell\u2019Illuminismo, situato nella parte settentrionale del bacino del Lago di Bolsena, in corrispondenza dell\u2019incrocio tra la via Cassia e la strada Maremmana. <br \/>Fu fondato tra il 1772 e il 1779, per intervento di Clemente XIV e Pio VI, su progetto di Francesco Navone, trasferendovi la popolazione da un pi\u00f9 antico borgo, chiamato San Lorenzo alle Grotte (perch\u00e9 circondato da cavit\u00e0 scavate nel tufo) situato vicino al lago di Bolsena, in una zona che, nel XVIII secolo, era diventata malsana.<br \/>Nella ricostruzione fu fondamentale il sostegno del cardinale Braschi, poi Pio VI, da grande mecenate quale era, attese a numerose opere di recupero del territorio.<br \/>Pio VI era infatti particolarmente interessato alla costruzione della chiesa parrocchiale, del convento dei frati cappuccini, del cimitero e dell\u2019intero borgo.<br \/>San Lorenzo Nuovo \u00e8 ricco di terreni fertili e irrigui ed \u00e8 dedicato sia alle colture intensive che a quelle estensive. Oggi la cittadina \u00e8 conosciuta per l\u2019ottima qualit\u00e0 delle patate che produce, dalle quali la famosa \u201cSagra degli Gnocchi\u201d che si svolge ogni anno nella settimana di agosto. Nella fertile campagna che dalle colline porta alle sponde settentrionali del Lago di Bolsena, detta anche Val di Lago, \u00e8 ancora possibile vedere i resti della splendida architettura cinquecentesca della chiesa ottagonale di San Giovanni in Val di Lago, progettata dall\u2019architetto Pietro Tartarino.<br \/>San Lorenzo Nuovo, situato su una collina, con le condizioni atmosferiche pi\u00f9 salubri della zona, domina dall\u2019alto il versante settentrionale del Lago di Bolsena, che offre uno splendido panorama.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-249459 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-90620 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-588539 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Gradoli.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-28105\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-376373 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-418267 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-466827 kc-title-wrap \">\n\n\t<h1 class=\"kc_title\">GRADOLI<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-318442 kc_text_block\"><\/p>\n<p>La porzione pi\u00f9 antica della citt\u00e0 fu costruita durante l\u2019Alto Medioevo su uno sperone di tufo situato a 485 m sul livello del mare. Nel suo territorio sono sempre stati presenti ottimi vitigni di Aleatico e Greghetto, tanto che sullo stemma della citt\u00e0 \u00e8 raffigurato un solenne leone rampante di fronte a un tralcio di vite che raccoglie grappoli d\u2019uva.<br \/>Il nome Gradoli deriva probabilmente dal diminutivo medievale \u201cgraduli\u201d, a sua volta in relazione con il latino \u201cgradus\u201d, riferendosi alla natura della zona con gradini che scendono verso il lago.<br \/>Gi\u00e0 all\u2019inizio del XII secolo Gradoli era una citt\u00e0 molto importante e solo un secolo pi\u00f9 tardi divenne libero comune, ma fu assoggettato da Orvieto, provocando la collera del Papato. Nel 1269 venne raggiunto un compromesso secondo il quale i Podest\u00e0 di Gradoli venivano eletti a turno dal comune di Orvieto e dal Rettore del Patrimonio di S. Pietro. Nel 1328 il borgo fu parzialmente distrutto dalle truppe di Ludovico il Bavaro; nel 1394, fu occupato dai bretoni; nel 1411, papa Giovanni XXII lo concesse in feudo a Poncello Orsini. Papa Gregorio XII ne concesse met\u00e0 ai Farnese, che nel 1464 diventarono gli unici signori di Gradoli. Dopo la fine dello Stato Farnese, il paese visse un periodo di tranquillit\u00e0.<br \/>A sinistra della porta principale del centro storico \u00e8 ancora visibile una porzione della fortificazione medievale, che comprendeva anche il castello, parzialmente demolito nel 1513, per consentire la costruzione del Palazzo Farnese, voluto dal cardinale Alessandro (futuro papa Paolo III); progettato da Antonio da Sangallo il Giovane e recentemente restaurato, oggi ospita il Municipio, la Biblioteca Comunale e il Museo degli Indumenti Farnese. Accanto al palazzo sorge la chiesa di S. Maria Maddalena, in stile barocco, con campanile settecentesco che termina in una cuspide.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-984196 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-785893 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-297607 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/latera.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-780486\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-484034 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-850577 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-130972 kc-title-wrap \">\n\n\t<h1 class=\"kc_title\">LATERA<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-336273 kc_text_block\"><\/p>\n<p>Latera sorge a 508 m sul livello del mare, sopra un colle. La sua posizione, marginale rispetto al grande bacino del Lago di Bolsena e alle grandi vie di comunicazione, ha probabilmente determinato l\u2019origine del nome che, se venisse dal latino \u201cLatera\u201d, significherebbe \u201csul margine, a fianco\u201d.<br \/>Il suo stemma \u00e8 caratterizzato da una torrione in alto che indica sia la fermezza delle fortificazioni che la fierezza degli abitanti. In basso, c\u2019\u00e8 anche un cervo inseguito dai cani che ricorda la ricchezza della selvaggina nei boschi circostanti. <br \/>La prima testimonianza dell\u2019esistenza di Latera \u00e8 contenuta in un documento dell\u2019inizio dell\u2019XI secolo, che parla della chiesa di S. Martino, nei pressi del paese. Papa Gregorio VII, intorno al 1080, concesse il borgo ai conti Aldobrandeschi; nel secolo successivo fu sottomessa da Orvieto e successivamente distrutta dalle truppe di Ludovico il Bavaro.<br \/>Nel 1351, fu conquistata da Giovanni di Vico, ma nel 1353, il cardinale Albornoz riusc\u00ec a portarla sotto il diretto dominio della Santa Sede. Concesso nel 1418 da Papa Gregorio XII a Ranuccio Farnese, il borgo non fu direttamente coinvolto nella fondazione del Ducato di Castro (1537). Amministrata dai discendenti di Bartolomeo Farnese, visse un lungo periodo di pace e prosperit\u00e0, fino alla nascita dello Stato Italiano.<br \/>Al culmine del paese sorge il Palazzo Ducale, costruito nel XVI secolo dai Farnese; nel 1603, Mario Farnese fece erigere la Chiesa di S. Clemente, dotata di un campanile settecentesco di stile borrominiano; Pietro Farnese, nel 1648, fece costruire una fontana monumentale insieme al primo acquedotto; nella grangia di S. Pietro, si trova il Museo della Terra, con antichi strumenti di vita quotidiana contadina.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-74526 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-38814 kc_col-sm-12 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-206326 kc_shortcode kc_single_image\">\n\n        <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/valentano.jpg\" class=\"\" alt=\"\" \/>    <\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-636017\" style=\"height: 20px; clear: both; width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><section class=\"kc-elm kc-css-239882 kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc-css-438012 kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\">\n<div class=\"kc-elm kc-css-145116 kc-title-wrap \">\n\n\t<h1 class=\"kc_title\">VALENTANO<\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"kc-elm kc-css-448240 kc_text_block\"><\/p>\n<p>Valentano \u00e8 posto su un colle a 538 metri slm. Nascosto tra il paesaggio collinare circostante si trova il Lago di Mezzano, un gioiello naturalistico ed archeologico.<br \/>L\u2019origine del nome non \u00e8 certa; probabilmente deriva da \u201cValente\u201d, nome del proprietario dei terreni del futuro insediamento del borgo. Il territorio di Valentano \u00e8 stato occupato dall\u2019uomo sin dall\u2019antichit\u00e0. Ci sono tracce dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo, resti di ville rustiche romane e di fortificazioni con necropoli longobarde. <br \/>Le prime notizie certe sul borgo risalgono agli anni 813 e 844 conservate nelle Abbazie di Farfa e San Salvatore sul Monte Amiata. Nel 1053 \u00e8 documentata l\u2019organizzazione di Valentano come libero comune con la pieve di San Giovanni Evangelista e la Rocca difensiva, poste nel sito attuale. In questo periodo il paese sub\u00ec distruzioni, incendi e ricostruzioni, passando sotto il dominio di Orvieto e Viterbo. Il successivo sviluppo del borgo e la sua storia sono legati al dominio della famiglia Farnese che dal 1354 ne fece uno dei centri pi\u00f9 importanti del Ducato di Castro. <br \/>Alla fine del dominio farnesiano il territorio di Valentano venne annesso allo Stato Pontificio e poi al Regno d\u2019Italia. <br \/>La Rocca Farnese, situata su uno dei punti pi\u00f9 alti di Valentano, \u00e8 stata oggetto di un lungo restauro dalla fine degli \u201970 ai primi anni \u201990 del secolo scorso. Dal 1996 ospita il Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese che espone reperti databili dal paleolitico fino all\u2019et\u00e0 del Ferro e ceramiche legate alla famiglia Farnese e alla storia del borgo.<br \/>Altri siti di rilievo sono la chiesa di S. Giovanni Evangelista, il Santuario della Madonna della Salute, la chiesa di S. Croce, il palazzo comunale e palazzo Vitozzi e il Lago di Mezzano.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":330,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-327","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-itinerari"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=327"}],"version-history":[{"count":22,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":450,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/327\/revisions\/450"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/330"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/sentierobriganti.altatuscia.vt.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}